Istituto Europeo di Musica
1997-2017

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L. van Beethoven, Piano Sonata Op 10 N° 3
F.Schubert, Piano Sonata Op. 164

Piano Davide Polovineo

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15 Luglio 2017 Ultrasonic Studio- Pescara

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Presentazione

L. Van Beethoven's Piano Sonata Op 10 N° 3:"Ciò che sbadiglia, ciò che si spalanca"
di Davide Polovineo

  
May 30 2017  

Che cosa significa "pensare" la Sonata per pianoforte Op 10 N° 3 di L. van Beethoven?
L'idealismo beethoveniano dell'Op 10 N° 3 ristruttura formalmente (Auseinanderklaffende)  il pensare la forma Sonata?
Possiamo afferamare che la conoscenza  in quanto asservita alla volontà genera in L.van Beethoven il passaggio da Chaos (sbadiglio) generato dalla crisi della forma haydiana alla volontà strutturale dell'Op 10?
Possiamo affermare che la conoscenza in quanta liberata dall'asservimento alla volontà genera l'Io-Sonata" dell'Op 10 N° 3?


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Per has litteras...

"Ciò che sbadiglia e ciò che si spalanca" in L. van Beethoven....


In stile autem meo coram multis testibus.......

Richiamo l'Oraculo manual di Schopenhauer, l'
Oggetto dell'Arte. Il mondo come volontà e rappresentazione.

I debito: "Dunque, giacché noi come individui non abbiamo altra conoscenza se non quella sottoposta al principio di ragione e tale forma esclude la conoscenza delle idee, è certo che, se esiste per noi la possibilità di elevarci alla conoscenza delle cose singole a quella delle idee, questo può accadere solo perché nel soggetto avviene un mutamento che è analogo e corrispondente a quel gran cambiamento di tutta la natura dell'oggetto, e per cui il soggetto, in quanto conosce una idea, non è più un individuo (van Beethoven "individuo haydiano" o no?). [A. SCHOPENHAUER, L'ggetto dell'arte. Il mondo come volontà e rappresentazione, Libro III, Signorelli, Roma 1965, p. 71-72].

II debito:"Il passaggio dalla conoscenza ordinaria delle cose particolari alla conoscenza delle idee, il quale, come s'è detto, è possibile ma si deve considerare solo come un'eccezione, si produce repentinamente, per il fatto che la conoscenza si svincola dal servizio della volontà, e appunto perciò il soggetto cessa di essere un semplice individuo, e diviene puro soggetto della conoscenza, libero dalla volontà; allora egli non segue più le relazioni secondo il principio di ragione, ma si affissa e si immerge nella ferma contemplazione dell'oggetto che gli sta dinanzi, indipendentemente dai rapporti di questo con qualunque altro oggetto"  (van Beethoven è l' "Io-Op 10"?). [A. SCHOPENHAUER, op. cit., p. 73-74].

III debito: "La volontà soltanto è. La volontà, che è la cosa in sé, la fonte di tutti quei fenomeni. Che essa giunga a conoscersi e si decida, in base a tale conoscenza, ad affermare o a negare se stessa, questo è l'unico avvenimento in sé". (Nell'Op 10 N°3...... la volonta soltanto è ?) [ A. SCHOPENHAUER, op. cit. op.81].


 
Risultati immagini per corto maltese Ciò che sbadiglia e ciò che si spalanca nel Beethoven dell'Op 10 N° 3, diario segreto di un osservatore di se stesso , opera di "religiosità pietistica" in cui "Chaos significa lo sbadigliare, ciò che sbadiglia e ciò che si spalanca (Auseinanderklaffende)" [...]in strettissima connessione con un'interpretazione originaria dell'essenza della Aletheia come abisso che si apre" (M. HEIDEGGER, Nietzsche, ed. F.Volpi, Adelphi, Milano 1994 p. 294; cfr. J. DERRIDA, Il segreto del nome,Jaca Book, Milano 1997, p. 61).


Dopo la "vicenda servile" haydiana e mozartiana della Forma Sonata possiamo dire altro
?
May 30 2017





L'autocoscienza ironica del Valzer: ripensando uno Schubert municipale
di Davide Polovineo

June 1 2017


"Mise en abyme del discorso su chora, luogo della politica, politica dei luoghi, tale sarebbe dunque la struttura di una sovrimpressione senza fondo. In apertura del Timeo, si discute sui guardiani della città, i coltivatori e gli artigiani, la divisione del lavoro e l'educazione" [...]  Essi "riceveranno da coloro che proteggono la remunerazione del loro grado" 
( J. Derrida, Il segreto del nome, Jaka Book 1997, p. 62).

 
Schubert riceverà da coloro che protegge la remunerazione?La storia della sua città è la storia di Schubert: il Valzer, le porte della città, le ordinanze municipiali, le feste popolari.

Dopo e conformemente, après.....d'après cosa possiamo affermare?
Solo un ragionamento ibrido, bastardo e corrotto.......logismō nothō

1° Testimonianza bastarda: 
" Ciò che è piccolo - affermerebbe F. Nietzsche- limitato, decrepito e invecchiato riceve la propria dignità e sacralità dal fatto che l'anima conservatrice ( e progressista di Schubert ndr.)dell'uomo antiquario trasmigra in queste cose e vi appresta il suo nido" ( F. Nietzche, Storia e vita. Sull'utilità e il danno dello studio della storia per la vita, G.B.Paravia, Torino 1968 p. 22).

Nihil aliud

2° Testimonianza bastarda:
Il Valzer e la Marcia sono le manifestazioni dell'autocoscienza ironica schubertiana dell'Op 164. "Così con il suo noi, guarda di là della singola vita passeggiera e si identifica con lo spirito della sua casa, della sua specie e della sua città. Le sue doti e le sue virtù- affermerebbe sempre Nietzsche- sono: la capacità di penetrare le cose e di trarne divinazioni, di individuare le tracce quasi sepolte, di saper leggere in maniera istintivamente corretta il passato riscoperto da tanti strati; l'immediata comprensione di palinsesti, anzi dei polipsesti" (Nietzsche, op cit. p. 22). Tuttavia, nella municipialità schubertiana è presente anche l'Oriental Sketch. Il dionisiaco "turco" dell'elemento compositivo è contemporaneamente un accadimento improvviso di Dioniso che contrasta l'asburgico crocifisso figurale dell'idealismo romantico: "un fenomeno dopo l'altro incomincia a sottrarsi al pericolo cieco della libertà senza leggi e a inserirsi come membro adatto in una totalità armonica che certo esiste solo nella sua rappresentazione" (cit. di Schiller in Nietzsche, op. cit. p. 49).

Nihil aliud

3° Testimonianza bastarda:

Superamento della lacerante mutua esclusione tra sentimento e forma ,l'illusionismo orientale è un elemento fondamentale per la comprensione dell'idealismo schubertiano: il tema dell'incantatore orientale e dell'esperienza fatale (schicksalhaft)- affermerebbe Heim- è come un secondo necessario vicino al Gefühl schubertiano. (K. HEIM, Ottos Kategorien des Heiligen un der Absolutheitsanspruch des Christentum, ZthK 1920, pp. 14-41).

Nihil aliud

E monumentalmente l'Oriental Sketch conserva l'esperienza fatale e la tensione schleiermacheriana tra  Artbesonderheit (specificità) e
Abhängigkeitsgehl (unità stessa,del linguaggio schubertiano) ?

"Traccia di questa scrittura ferita ehe porta le stimmate della sua inadeguatezza:
segnata, assunta, rivendicata...
.......della sua dismisura anche, della sua hybris così contrassegnata:
ciò non può essere una marca semplice e identica a sé.... come se non ci fosse mai......"

(J. Derrida, Il segreto del nome, Jaca Book 1997, p.154).

 

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Après.....d'après
Solo un ragionamento ibrido, bastardo e corrotto.......



June 1 2017


 

 

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